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Territorio
CESSANITI
IL MIO PAESE D'ADOZIONE
di Luigi Cotroneo
Come si presentava negli anni '80
Quel che resta... oggi
La prima volta che ho sentito parlare di Cessaniti è stato nel 1977 a Torino ad una mostra di minerali e fossili dove appunto erano esposti, tra i vari reperti provenienti da tutto il mondo, anche alcuni esemplari di ricci fossili; per la precisione erano dei "Clypeaster" provenienti proprio dalla zona di Cessaniti. Questi ricci fossili mi hanno colpito subito per la loro bellezza; avevano un fascino quasi misterioso e da allora ho iniziato a cercare i luoghi dove questi fossili sono presenti, ed in Calabria la zona con maggiore concentrazione è quella del promontorio del Monte Poro, in particolare nei Comuni di: Vibo Valentia, Cessaniti, Filandari, Zungri, Zaccanopoli, Drapia, Briatico e Ricadi. Il mio primo incontro con Cessaniti ed il suo territorio evvenne quindi ben 26 anni fa; ma ogni volta che torno in questi luoghi riscopro sempre lo stesso interesse avuto fin dalle prime volte, unito ad un grande entusiasmo nel cercare di scoprire dei posti con delle cose nuove ed interessanti. Questo di Cessaniti è un territorio unico dal punto di vista geopaleontologico perchè è ricco di una fauna fossile interessantissima, di enorme valore scientifico e naturalistico,studiata
da ricercatori e studiosi di paleontologia già nel secolo scorso ma poco o per niente conosciuta dagli abitanti della zona addirittura, in taluni casi, chiamano questi fossili "petraspara", cioè pietra che spara o che scoppia se messa nel fuoco. Questi fossili non sono altro che dei ricci di mare che, al momento della loro fossilizzazione, hanno perso le spine che avevano sul guscio e sono rimasti sepolti nella sabbia del fondale marino in epoca preistorica, che i geologi hanno chiamato Miocenica, circa 8-10 milioni di anni fa! La loro concentrazione è notevole soprattutto nella zona di Cessaniti, anche se sono presenti un pò in tutti i territori dei Comuni sopra citati.
Quando si nominano questi fossili si parla sempre di Cessaniti perchè le cave di sabbia, dove vi è la loro maggiore concentrazione, sono molto vicine all'abitato di Cessaniti anche se, amministrativamente, esse si trovano nei Comuni adiacenti di Vibo Valentia, Filandari, Zungri e Briatico. Il nome di Cessaniti però è quello che nel mondo scientifico ha sempre individuato la provenienza di questi fossili; ecco perchè i Clypeaster della Calabria sono conosciuti da tutti come quelli di Cessaniti. In questi grandi ammassi sabbiosi si trovano anche altri tipi di fossili quali resti di balene, sirenidi, ossa di vertebrati terrestri, denti di squalo, macro e microfauna marina. Qui un tempo c'era un grande mare tropicale con una enorme barriera corallina (foto5) i cui resti sono ancora oggi visibili nei pressi dell'Aeroporto di Vibo Valentia. Questo mare era popolato da una fauna certamente di tipo preistorico, ma erano già presenti le balene ed i sirenidi quali i "Dugonghi" (foto 4) tutt'ora viventi in Polinesia.
Gli squali erano molto diffusi e taluni esemplari erano di enormi dimensioni; questo lo si deduce dalla grandezza di alcuni denti trovati in questa zona nel corso degli anni. I ricci di mare in questo ambiente tropicale hanno trovato sicuramente in ottimo habitat che ha permesso loro di svilupparsi in milioni di esemplari che hanno vissuto in queste acque per milioni di anni. Oggi la situazione ambientale è completamente cambiata e lì dove c'era il mare ora ci sono le terre emerse con tutto quello che conosciamo; resta però il fascino misterioso di quel mare antico, oggi scomparso, che ritorna però alla luce ogni qualvolta effettuo un ritrovamento di un reperto fossile di un animale che ha vissuto in questi luoghi.
Cessaniti però non ha nel suo territorio solo i fossili ma ha anche altre cose interessanti da vedere, come i resti del vecchio paese conosciuto con il nome di Cuzzojeroni, i cui ruderi sono a monte dell'attuale abitato in un punto tra l'altro molto bello e panoramico. Qui sono visibili un muro perimetrale in pietra molto lungo forse quello della chiesa ed i resti di alcune tombe scavate nella roccia.
Pare che Cuzzojeroni fosse l'antica Cessaniti ma in realtà i due piccoli centri esistevano entrambi fino a metà del 1500; poi, pare che a causa di un terremoto, il villaggio di Cuzzojeroni venne abbandonato e gli abitanti superstiti si trasferirono a Cessaniti. Nella zona sono presenti anche grotte tutte scavate nell'arenaria, roccia tenera di colore marrone tipica di questo territorio; queste erano probabilmente antiche dimore, o rifugi per passarvi la notte, dei Monaci Basiliani che in questi luoghi, intorno all'anno 1000, iniziarono il loro romitaggio. Questi monaci, come ben sappiamo dalla storia, hanno lasciato un segno indelebile di fede, tant'è che sono venerati un pò in tutti i centri del Poro. San Basilio Magno, San Nicola, San Cono, San Filippo d'Agira sono tutti Santi Basiliani venerati tra l'altro a Cessaniti e nelle sue frazioni, Pannaconi, S.Cono e Favelloni. Una grotta di dimensioni enormi da vedere è quella chiamata "Nucara" (foto 6) sita nel comune di Vibo Val. ma proprio a ridosso del vallone Trainiti a due passi da Cessaniti. Trattasi probabilmente di una chiesa-grotta utilizzata per accogliere molta gente durante le funzioni religiose. E' lunga più di 70 metri, larga 12 metri ed alta mediamente 13 metri. Dal Prof.Vecchio nel suo libro "Monachesimo Basiliano in Calabria" viene datata intorno al X°-XI° secolo. Altre grotte, ma di dimensioni più piccole, sono presenti lungo la parete sud dello stesso vallone. A sud di Cessaniti nella C.da Macario sono visibili altre piccole grotte sempre di tipo artificiale anch'esse scavate nell'arenaria;
evidentemente questa era una zona dove la presenza dei monaci Basiliani e dei loro discepoli era numerosa. In questa zona lungo il vallone Cefalà sono presenti alcuni ruderi di antichi mulini ad acqua che venivano un tempo utilizzati per la molitura di olive o cereali dai contadini del luogo. I mulini idraulici in pietra, unitamente alle costruzioni in breste molto diffusi nel territorio del Poro, rappresentano un tipico esempio di architettura rurale contadina di elevato interesse storico-testimoniale da preservare e tutelare. Al centro del vallone Cefalà scorre un piccolo torrente chiamato "Cerasia", il quale avendo trovato un letto sabbioso-arenaceo ha creato un fosso, quasi un piccolo canyon largo solo pochi metri avente una profondità media di 6-8 metri per una lunghezza di 40 metri. Praticamente l'acqua, scorrendo, ha eroso nel tempo sempre più sia il letto che le sue sponde creando questo fosso stretto e lungo. Questa suggestiva strettoia naturale, tra l'altro di difficile accessibilità per la notevole vegetazione spontanea presente, viene chiamata dagli abitanti del luogo "Stretto di Lazzaro" e questa contrada si chiama Carrà-Castellare.
Le fotografie sono state gentilmente concesse dal Dottor Luigi Cotroneo di Reggio Calabria, al quale vanno i nostri ringraziamenti.