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Monumenti
LA TRAGEDIA DEI CARACCIOLO
Così titolava il "Corriere della Sera" nell'edizione del 15 Agosto 1950 sulla tremenda sciagura accaduta a Cessaniti che ha cancellato un'intera famiglia, quella dei Caracciolo, insieme ad altre persone che in quel terribile giorno si trovavano nei pressi della fabbrica:
"Salta in aria per un fulmine
una fabbrica di fuochi artificiali"
Nove persone uccise dalla tremenda esplosione
Catanzaro 14 Agosto, notte.
Un fulmine, caduto stamane verso le 6, su una casetta di legno adibita a fabbrica di fuochi pirotecnici, ha causato una gravissima sciagura che è costata la vita a sette persone. La disgrazia è avvenuta in località campestre del comune di Cessaniti nel Vibonese: il fulmine ha provocato lo scoppio di trecento bombe di carta e la piccola costruzione è saltata letteralmente in aria. Ecco come è avvenuta la sciagura: il proprietario della fabbrica, Michele Caracciolo di 53 anni, e i figli Giuseppe di 20 anni, Antonio di 19 anni, Francesco di 16 anni e Basilio di 11 anni erano intenti a confezionare alcune bombe di carta per la
Sagra di Bagnara (RC). Nei locali della fabbrica si trovavano anche il fratello del Caracciolo, Basilio, bidello presso la scuola media di Vibo Valentia che si era recato ad aiutare i parenti e Rocco Gradia di 39 anni. Fermo davanti al piccolo stabile vi era un camion condotto dall'autista Rocco Careri a bordo del quale si trovava il commerciante Basilio Marturano che era andato a ritirare materiale pirotecnico. Le trecento bombe di carta colpite dal fulmine esplodevano in un baleno: Basilio Caracciolo, il fratello Michele e i suoi tre figli Giuseppe Francesco e Basilio, il commerciante Marturano e l'operaio Gradia morivano all'istante. Il quarto figlio del Caracciolo riportava ustioni di terzo grado mentre l'autista Careri veniva raccolto ferito gravemente a dieci metri dal luogo dell'esplosione: i due venivano portati all'Ospedale tra atroci spasimi. Unico spettatore della terrificante tragedia, un ragazzo di 11 anni che si trovava vicino alla fabbrica rimasto miracolosamente illeso ma è, tuttavia, sotto l'incubo del terribile spettacolo cui ha assistito.
Monumento con lapide ai caduti in località Gebbiolo del Comune di Cessaniti; il luogo della sciagura.
Una tragedia che ha colpito l'intera comunità la cui eco, ha varcato i confini della nostra regione, rimanendo nella nostra memoria collettiva.
Il 13 Agosto 2002, a 52 anni dal tragico evento, l'amministrazione comunale di Cessaniti ha inaugurato "Piazza Caracciolo", con al centro della stessa, una stele in granito (vedi foto) alla Memoria dei Caduti di quella tremenda sciagura.